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LA SPERANZA IN UN SORRISO

 FRANCESCO - VESCOVO DI ROMA

Una forte e viva sensazione ci ha preso subito, è entrata nel profondo del cuore e non ci lascierà più:

è uno di noi, è con noi, non ci abbandonerà mai



Abbiamo chiesto a Mauro Biscosi, Presidente del centro culturale Giovanni Paolo II di Tolmezzo, una riflessione sul nuovo Papa.

La pubblichiamo con piacere, condividendone i contenuti:




Alcuni giorni prima della elezione a Sommo Pontefice del Card. Bergoglio, mi chiesero di partecipare al toto-Papa, quell’inutile sport che coinvolge tanti nel cercare di individuare il nome del futuro Papa. Risposi che la cosa non mi interessava anche perché lo Spirito Santo aveva già più volte dimostrato di avere altri criteri di scelta, innegabilmente più efficaci dei nostri.


Così quando dalla loggia di Santa Pietro il card. Tauran ha annunciato il nome del card. Bergoglio, dopo una prima reazione di stupore e sorpresa, ho sorriso pensando che ancora una volta lo Spirito Santo si è fatto beffa dei vari vaticanisti o presunti tali.


Ammetto di non conoscere bene il card. Bergoglio, per cui ciò che dirò si basa su quanto in questi giorni ha detto nei momenti ufficiali in cui da Papa Francesco si è presentato al mondo intero, e su quanto è stato ripreso dei suoi interventi in passato.

Devo dire che, se il buon giorno si vede dal mattino, sarà un pontificato luminosissimo nella scia di quello dei suoi predecessori da Giovanni Paolo I a Benedetto XVI passando per il Beato Giovanni Paolo II.


"Se non confessiamo Gesù Cristo, diventeremo una Ong assistenziale ma non la Chiesa, sposa del Signore". Papa Francesco, nella sua prima omelia da Sommo Pontefice, ha chiarito subito che la vera riforma nella Chiesa è la fede, e la testimonianza della fede. 
E in questo si è messo nel solco magisteriale già tracciato da tutti i papi precedenti (specie da Benedetto XVI che aveva indetto l’anno della fede): non dimentichiamo che il ministero petrino istituito da Gesu’ e’ sacro perchè ha il potere ed il compito di confermare nella fede i fratelli, indipendentemente dalla santità personale del singolo papa.
Ciò non toglie che anche papa Bergoglio darà una sua impronta particolare a questo cammino, ma allo stesso tempo è chiaro che condivide con chi l’ha preceduto il giudizio più profondo sulla realtà attuale.
E’ giusto metterlo in evidenza perché in queste poche ore dalla sua elezione c’è stato un diluvio di commenti e analisi da parte soprattutto dei soliti noti, che hanno tentato di arruolare Jorge Mario Bergoglio nel partito del progressismo estremo, alimentando l’attesa di riforme radicali soprattutto nel campo della morale (per alcuni sembra proprio che questa sia l’unica preoccupazione). 
In realtà è bene chiarire che il curriculum di papa Bergoglio al proposito parla ben chiaro: non solo ferma opposizione a qualsiasi riconoscimento delle coppie gay ma Bergoglio – da arcivescovo di Buenos Aires e primate della Chiesa argentina - si è anche distinto per le sue nette prese di posizione contro l’aborto e l’eutanasia. 

Così come, più volte, ha anche negato la possibilità di mettere in discussione il celibato dei preti (con buona pace di tanti preti di frontiera).

Insomma, chi identifica la riforma della Chiesa con queste false aperture alla modernità – che peraltro hanno già costituito una disgrazia per le altre denominazioni cristiane – sarà ben presto disilluso.

La riforma che intende papa Francesco è ben più ardua, è la strada della Croce, è la conversione: e qui non servono sterili rivendicazioni di presunti diritti, ma il riconoscersi anzitutto bisognosi di essere salvati. Infatti nell’omelia e nell’Angelus di domenica ha ricordato che se tanti sono disperati, il problema non sta nella misericordia di Dio, che il Signore offre oggi come ieri e come sempre.  

«Il problema è che noi ci stanchiamo, noi non vogliamo, ci stanchiamo di chiedere perdono. Lui mai si stanca di perdonare, ma noi, a volte, ci stanchiamo di chiedere perdono». 
Si tratta dunque di non stancarsi di tornare al Signore e chiedere perdono, invocando «la Madonna, che ha avuto tra le sue braccia la Misericordia di Dio fatta uomo». «Non dimenticate questo: il Signore mai si stanca di perdonare! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere il perdono».



Mauro Biscosi


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RIVOLUZIONARE LA POLITICA - FATTI E NON CHIACCHIERE

Gemona del Friuli 

Con oltre 11.300 abitanti, ripartiti tra l'antico centro storico, la zona"bassa" della stazione e ben dieci frazioni è il Comune più popoloso dell'Alto Friuli. La "macchina amministrativa comunale" è composta da 75 dipendenti (costo complessivo annuo di circa 2.800.000,00 euro) che incidono per il 31% sul Bilancio Comunale.

Ad amministrarlo una Giunta guidata da Paolo Urbani (Gemona 15 maggio 1962), quadro direttivo della banca Antonveneta attualmente in aspettativa dall'Istituto Finanziario. 
Eletto Sindaco nel giugno del 2009, Urbani,  espressione della lista civica "Per Gemona", ha ottenuto 2.754 voti. La sua candidatura è stata anche appoggiata da altre due liste civiche: "Gemona nel cuore" e "Gemona@assieme".


Attualmente gode di una percentuale di consenso tra i suoi cittadini  pari al 64% della popolazione (dati sondaggio “lista per Gemona” marzo 2012).

Intervista a

PAOLO URBANI

 Sindaco di Gemona del Friuli 




1.      Sindaco, lei è stato eletto in una lista civica  sostenuta anche da altre due realtà locali.  Un grande risultato ed un livello di consenso che è andato accrescendosi durante questi 3 anni e mezzo di mandato. A cosa tanto credito da parte dei suoi concittadini?

Premesso che tale credito deriva da un sondaggio e quindi va letto con le precauzioni del caso, ritengo che il forte consenso dei miei cittadini derivi dalla concretezza dell’azione amministrativa: abbiamo presentato un programma molto dettagliato (il patto “per Gemona”) e lo stiamo realizzando compiutamente punto per punto.

2.      La sua “governance” ha impresso fin da subito un forte segnale di cambiamento di rotta sia nell’approccio alla cosa pubblica quanto nell’azione amministrativa, volta al superamento, per quanto possibile, della malaburocrazia. Tanti sostengono una forte similitudine con il sindaco di Firenze Renzi. Cosa lo renderebbe simile?

La sburocratizzazione e la semplificazione dell’apparato, nonché il parlare direttamente e con estrema schiettezza alla gente, credo siano impegni e modi assimilabili a quelli del primo cittadino di Firenze: ma il sindaco Renzi è su un altro pianeta!

3.      Sempre per restare in tema, Renzi, anche provocatoriamente, ha più volte affermato che, “finchè farò politica, Firenze non sarà mai la città di Dante o di Leonardo ma sarà sempre la città di mio nipote. Una città che ho preso in prestito dai figli più che in eredità dai padri.” Condivide tale affermazione e come si propone alle sue future generazioni?

Condivido pienamente. Ho invitato personalmente il Presidente della Repubblica on. Giorgio Napolitano per conferirgli la cittadinanza onoraria quale attestato di gratitudine di Gemona e del Friuli ricostruito nei confronti dello Stato e in particolare di tutte le istituzioni, le associazioni di volontariato, le forze dell’ordine e i privati cittadini che hanno reso possibile il “miracolo friulano”, ma anche per far capire a tutti i miei concittadini che la ricostruzione è finita ed è il tempo di voltare pagina e guardare al futuro della città e dei nostri figli.

4.      Azione Amministrativa ma anche e soprattutto visione politica lungimirante volta alla crescita del  suo territorio, compatibilmente con le scarse risorse finanziarie a sua disposizione, in un momento di così grave crisi economica del Paese. Come vede la Gemona del 2050?

“Gemona città dello sport e del benestare” sarà protagonista insieme al “cuore” del Friuli in un nuovo modello di sviluppo economico, basato sulle peculiarità del nostro territorio; ambiente, qualità della vita, gastronomia, sostenibilità e sport saranno i protagonisti della città nel 2050. Basta crederci e lavorare sodo.

5.      Comunque, pur nell’attuale crisi che lo ha coinvolto fin dalla sua elezione, in questi 3 anni e mezzo di Sindaco la sua Amministrazione è riuscita ad avviare importanti lavori  per circa 22 milioni di euro senza che questo creasse particolar situazioni di difficoltà al bilancio Comunale. Quale la ricetta?

La nostra Amministrazione ha diminuito la spesa di funzionamento dell’apparato comunale di circa 450.000 Euro annui che abbiamo dirottato sulle spese d’ investimento insieme ad una ricerca sistematica di contributi ad ogni livello per non gravare sulle tasche dei nostri concittadini. Dei 22 milioni ben 7 riguardano la ricostruzione del nostro Castello; gli altri sono stati suddivisi in centinaia di appalti per dare ossigeno alle imprese locali.

6.      Importante l’opera di recupero del Castello avviata per quasi 7 milioni di euro. Può descriverci gli obiettivi socio culturali e di aggregazione che hanno mosso questa iniziativa?

La ricostruzione del simbolo della nostra città e di uno dei simboli dell’intero Friuli è attesa dai gemonesi da quasi quarant’anni: Il Castello sarà un volano eccezionale sia sotto il profilo culturale che sotto un profilo turistico. I tempi della ricostruzione per anastilosi, cioè pietra, su pietra dov’era e com’era, è prevista per l’estate 2015.

 7.      Da Pistorius al “Progetto Citta dello Sport e del Benstare”. Una scelta che dovrebbe posizionare Gemona in un quadro di eccellenza, sia per quanto concerne la fruibilità del territorio e dei suoi servizi quanto come strumento di coinvolgimento e di partecipazione di larghi strati della gioventù. Ci può descrivere gli obiettivi del progetto?



Il progetto, a dispetto del nome, è principalmente economico: a 37 anni dal terremoto il modello di sviluppo che ci ha accompagnato in questi anni - fondato sull’industria, la grande distribuzione e l’artigianato - mostra evidenti segni di cedimento ed allora con e per i nostri giovani abbiamo allargato gli orizzonti a nuove prospettive di sviluppo e, soprattutto, di lavoro. Il progetto “Gemona città dello sport e del benestare” è un’opportunità per il Friuli, basato sullo sfruttamento delle eccellenze che il territorio offre.

8.      Costruire un modello di “Comune sostenibile”. E’ stato da subito un suo primario impegno per avviare iniziative di valorizzazione della qualità urbana ed ambientale, in linea con i principi di sviluppo eco-sostenibile ormai assimilati in gran parte dell’Europa. Ora stipulerà un accordo volontario, primo di questo genere in Italia, con il Ministero dell’Ambiente per il calcolo della “Carbon Footprint” riferita al suo territorio.   Un percorso difficile ma di estremo interesse. Cosa ci dice in merito?

Siamo il primo Comune d’Italia ad aver stipulato questo accordo (firmato proprio nei giorni scorsi) con il Ministero dell’ambiente: un progetto pilota che dà un marchio di garanzia e di unicità al progetto più ampio di “Gemona città dello sport e del benestare”. Calcoleremo la “carbon footprint” cioè l’impronta di carbonio data dalla somma di emissioni di CO2 di tutta la città, e successivamente interverremo per ridurre le emissioni o neutralizzarle. Una sfida molto ambiziosa che ci proietta nella Gemona di domani.

9.      La riforma ospedaliera ed i tagli alla spesa pubblica hanno creato da anni un dualismo, spesso antipatico, tra le due unità ospedaliere, Gemona e Tolmezzo,  che, forse, avrebbero dovuto più spesso, invece,  ricercare forti motivazioni per una integrazione di tali servizi importanti ed essenziali per tutto l’Alto Friuli e la Carnia. Specie se riferiti ad una comunità che è distribuita su un’area certamente non privilegiata. Non ritiene che sia giunto il momento di lavorare assieme per la salvaguardia di un patrimonio sociale e sanitario così importante?

Lo facciamo già dall’insediamento della nostra amministrazione ed i rapporti con tutto l’Alto Friuli e i suoi Amministratori locali sono ottimi. Questo va a vantaggio di tutte le nostre comunità. Solo uniti possiamo contare, solo uniti possiamo vincere le sfide del futuro.

10.  L’Unione dei Comuni prosegue il suo iter tra lamentele, incomprensioni, dichiarazioni ed opposte letture. La sensazione è che i Sindaci non le vogliano e che magari avrebbero optato, sì per una revisione del numero dei comuni, ma puntando principalmente su municipalità più ampie, comuni di vallata e di comprensorio nonché su servizi comunali de centrati. Praticamente un filo diretto che leghi la  Regione alla rappresentanza democratica del territorio. Qual è la sua visione e cosa si aspetterebbe da questa riforma?

La riforma va nella direzione giusta ma il non aver voluto raccogliere da parte del Consiglio Regionale le indicazioni degli Amministratori locali ha portato a delle disomogeneità territoriali difficilmente compatibili con le funzioni assegnate dalla legge. Il nuovo Governo Regionale dovrà riprendere in mano necessariamente l’argomento ed affrontarlo, in primis, su tutto il territorio regionale, cercando di rendere più flessibile l’impostazione a suo tempo licenziata.

A conclusione di questa intervista la invitiamo a voler indicare un suo pensiero conclusivo relativamente alla prospettiva di sviluppo concreto che lei si attende per il suo Comune.

Io credo fortemente nelle potenzialità della mia città e dei suoi cittadini ma questa visione è ormai superata dai fatti: il Gemonese sarà una realtà importante di 25/35.000 persone a salvaguardia delle peculiarità delle singole municipalità che dovranno sfruttare la capacità di traino del comune capofila ed allo stesso tempo Gemona dovrà avere la capacità di aggregare sui suoi progetti i comuni minori. Tutti uniti per un solo, ambizioso ed unico traguardo: la qualità della vita della nostra gente. Dipende solo ed esclusivamente da noi.

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BISCOSI - Gli appuntamenti che non possiamo mancare



Diamo il via alla nostra seconda intervista -  Mauro Valentino  Biscosi

Nato a Brindisi il 9 aprile 1967,  vive a Tolmezzo dal 1998 dove lavora  presso l’Ospedale  di Tolmezzo/Gemona come Dirigente Medico Radiologico con l’incarico  di Responsabile di Struttura Semplice della Radiologia dell’Ospedale di Gemona.  Sposato con Bedendo Rita ha 4 figli.

In Consiglio Comunale dal giugno del 2009, data in cui è stato il primo eletto della sua lista con 121 preferenze,  ha avuto  anche una artecipazione alle elezioni regionali del 2008 dove ha ottenuto  400 preferenze.


Impegnato nel sociale e nel mondo cattolico è presidente del Centro Culturale Giovanni Paolo II che ha svolto e svolge tuttora, attraverso un impegno di volontariato,  una notevole e meritoria attività culturale a favore delle comunità tolmezzina.

Sportivo di lunga data, è appassionato di basket – dove segue la locale squadra – e partecipa all’attività dello Judo club.

         Dr. Biscosi, una vicenda politica particolare e travagliata la sua. Molti, tanti, la rimproverano il riconoscere solamente due colori: il bianco ed il nero. Il grigio (dicono, questi,  che sia il colore principe del politico) pare sia una sfumatura che non gli si addice e che……….alla fine la penalizza sull’esito conclusivo della sua azione politica. Quale è il suo pensiero in merito?

Mi devo forse vergognare di essere juventino? A parte la battuta se c’è una critica che accetto volentieri è proprio quella relativa alla mia presunta “rigidità”. Chi mi conosce bene e non superficialmente sa perfettamente che trova in me un interlocutore fermo nei principi in cui credo ma altrettanto disponibile al confronto su tutto il resto. Personalmente ammiro molto - e preferisco avere a che fare - con chi è onesto e chiaro nell’espressione del proprio pensiero in maniera tale che il confronto risulti costruttivo e non vacuo. Sono coloro i quali si assumono la responsabilità di ciò che dicono e fanno non rimanendo in quel limbo di coloro grigio che a tanti piace, ma che spesso trova nel proprio tornaconto il solo motivo di azione.

2     In questa stagione politica ha vissuto, assieme ad altri suoi amici, una profonda dicotomia:  accettare o subire regole ed ordini di Partito, o del gruppo più forte, oppure mantenere la propria libertà di pensiero e di azione, pur nel rispetto delle alleanze politiche in essere. Ha scelto la seconda via.  Era ed  è una pia illusione  o la speranza  infinita che l’intelligenza umana prevalga sempre sulla “pancia”?

Non c’è nulla di più grande per un uomo che alzarsi al mattino, guardarsi allo specchio e dire “sono un uomo libero”. Libertà non significa fare ciò che si vuole, ma aderire ad un progetto sapendo che la tua dignità di uomo e di persona non dipendono dal raggiungimento o meno del risultato. Perché, se invece fosse così, si correrebbe il rischio di accettare tutto e il contrario di tutto pur di ottenerlo. Abbiamo gridato a gran voce una sera in Piazza Mazzini,  durante la campagna elettorale, che non saremmo stati in vendita ma che avremmo mantenuto la nostra libertà e dignità nel rispetto di quanto concordato con gli alleati. Magari qualcuno dei nostri quell’affermazione l’ha dimenticata poco dopo, ma certamente abbiamo dimostrato che si può fare politica senza vendersi. E’ questa la nostra grande sfida per il prossimo futuro.

     E’ alla sua prima esperienza amministrativa. Quale la sua valutazione, in questi primi 3 anni e mezzo, dell’operato del suo gruppo e dell’amministrazione Zearo?

Come in tutte le esperienze ci sono lati postivi e lati negativi. Sinceramente l’esperienza all’interno del mio gruppo politico lascia in me un’amarezza per ciò che non è stato ma che poteva essere. Se semplicemente si fosse messo  in pratica il concetto di meritocrazia, che Casini va da sempre ripetendo salvo applicarlo poco, molte cose avrebbero potuto prendere una piega diversa. Invece spesso mi sono sentito abbandonato dal partito del quale difendevo le posizioni in Consiglio Comunale a favore invece di altri più malleabili o, addirittura, di gente esterna al Partito stesso. E’ chiaro che questo atteggiamento mi ha messo in grossa difficoltà all’interno della maggioranza, che a sua volta ne ha approfittato. Avessimo, in realtà, a che fare con fuoriclasse dell’amministrazione pubblica si potrebbe anche accettare, ma visto come è stato condotto il Comune in questi anni…… Ma alla fine va bene così; si impara anche  dalle cose negative, per cui sono comunque contento di aver conosciuto come realmente sono le persone al di là della facciata, e questo mi sarà di grande aiuto nelle prossime scadenze elettorali

4       Ha operato in una maggioranza che spesso le ha rimproverato di “cantare fuori dal coro”, fino a giungere ad espellerla dalla stessa  per la posizione presa su un tema, non presente nel programma elettorale ma fondamentale per la collettività ed il territorio. Come ritiene vadano gestiti i rapporti all’interno delle forze che sostengono una maggioranza ed un Sindaco?

La vicenda elettrodotto è una ferita ancora aperta,  più per la nostra Carnia che per me. Certamente l’atteggiamento da evitare nei rapporti  tra alleati è quello della prepotenza, anche quando i numeri  te lo permetterebbero.  Atteggiamenti di sufficienza, come spesso mi è capitato di vedere, denotano scarso intelletto e scarsa furbizia politica. Credo che,  al di là delle percentuali,  un alleato sia sempre un alleato, da ascoltare e valorizzare, sia prima delle elezioni (quando con il suo contributo ti aiuta a vincerle) che dopo (quando devi gestire la conduzione amministrativa del Comune). Come nella vita, i veri amici sono quelli che, quando serve, ti fanno notare gli errori e ti propongono soluzioni. Ritengo assolutamente non premiante, a lungo termine,  un rapporto basato su lacchè e opportunistico prezzolato sfruttamento reciproco. Ma anche in politica ci si potrebbe chiedere: siamo uomini o caporali

5      In passato i suoi rapporti con la lista indipendente, rappresentata dalla dott.ssa Gallizia, non sono stati sempre ottimali, anzi, spesso, in contrapposizione, pur avendo in comune tanti aspetti etici, culturali, e socio-politici. Oggi si sostiene di un vostro avvicinamento. Solo motivi elettorali  o un impegno comune per portare un forte rinnovamento nell’azione politica svolta ora dal Comune e, soprattutto,  in prospettiva della futura amministrazione?

V i  svelo un retroscena. Nei  mesi antecedenti  le elezioni del 2009 proposi alla Dr. Gallizia e al suo gruppo di andare uniti alle elezioni a sostegno del Sindaco Zearo. Non vi furono le condizioni  però, in quel momento,  per realizzare questo progetto. E’ vero che in questi anni ci sono stati grossi problemi di comunicazione con gli Indipendenti. Tuttavia, sono convinto che, in forza della intelligenza e della condivisione di molti ideali tra il sottoscritto e il proprio gruppo di amici da un lato e gli Indipendenti dall’altro, si possa ripartire assieme rappresentando la novità politica più importante degli ultimi 20 anni a Tolmezzo, capace di coagulare le tante forze positive presenti nella nostra città e che non si riconoscono nel modo di lavorare degli attuali partiti. Un progetto aperto a tutti coloro che vogliono contribuire a far crescere Tolmezzo. Un alleanza per il bene comune,  Alleanza per Tolmezzo, appunto

       Operare in politica a Tolmezzo o nella provincia, specie se all’interno di un Partito minoritario, è sempre più difficile e comporta tante rinunce e tanta disponibilità e pazienza. Forse è giunto il momento che il territorio periferico, che spesso è anche il più sano moralmente e culturalmente, si ribelli e che non rappresenti più un’ area di colonizzazione da parte delle centrali  del potere politico, siano esse a Roma che ad Udine o Trieste. Emancipare politicamente Tolmezzo è possibile?

Stiamo divenendo realmente una  riserva di caccia ma,  come tutte le riserve,  se non si mettono in atto strategie di sopravvivenza,  sono destinate a esaurirsi. Fuor di metafora, occorre un sussulto di orgoglio dei  Carnici e dei Tolmezzini in particolare. I partiti, così come gestiti finora, hanno fallito.  I loro dirigenti  ed i loro candidati non possono ricordarsi di Tolmezzo e della Carnia solo quando hanno bisogno di voti per essere eletti. Allora delle due l’una: o si mantiene lo stesso modulo di gioco ma si cambiano gli uomini nei partiti, oppure si cambia modulo e uomini (allenatore compreso) per dare una scossa vitale al sistema.  In ogni caso bisogna investire, anche in politica, sui giovani attraverso la progressiva acquisizione delle competenze che può arrivare da tutor più “vecchi”, desiderosi di impegnarsi in maniera migliore  per la crescita politica dei più inesperti. Questa è la scommessa mia personale e dei miei amici.

      Quale valutazione da all’uscita dall’UDC del prof.  Gigli ed il suo impegno nella lista civica Monti? E come considera tutti questi travasi tra partiti e movimenti che poco hanno a che vedere con scelte politiche e molto invece con convenienze personali?

Sono un grande amico del Prof. Gigli e so perfettamente quale è stato il suo percorso  in questi anni. Ricordiamo che il suo impegno diretto in politica è iniziato solo nel 2009 con le Elezioni Europee dove raccolse in regione FVG 9.000 preferenze circa. Senza scendere nei dettagli, dico solo che se un partito semina vento raccoglie tempesta. Anche l’UDC come quasi tutti gli altri partiti è caduta nell’errore di calare o confermare alcuni candidati a rappresentare un popolo senza che il popolo stesso potesse esprimere il proprio parere. Sarei curioso di vedere una competizione tra qualche mammasantissima dell’UDC e Gigli se si potesse solo esprimere una preferenza! Strategicamente, bene ha fatto Monti a chiedere a Gigli di essere capolista: in fin dei conti Gigli non è un vero politico ma espressione di quella società civile tanto cara al Presidente del Consiglio. D’altra parte lo spettacolo indecente che stiamo osservando di tentativi di riciclo di politici vetusti è solo all’insegna del si salvi chi può. Tutti i partiti ne sono in vario modo coinvolti, Monti compreso. Dobbiamo avere noi cittadini la forza di ribaltare questa logica partendo dai Comuni e in tutte quelle competizioni elettorali dove è possibile scegliere la persona da votare.

8     La montagna sta vivendo un grave momento che sta andando ben oltre la crisi che investe tutto il Paese. La cancellazione del Tribunale rappresenta senz’altro un’opera di disgregazione del già debole tessuto sociale che con difficoltà tiene in piedi l’economia in Carnia. Ci possono essere dei correttivi da portare avanti immediatamente? Quale l’azione futura del nostri rappresentanti a Roma ed in Regione?

Il problema più importante della montagna è lo spopolamento. E questo avviene per vari motivi: denatalità, fuga verso valle e la pianura, mancanza di investimenti, assenza di un piano a medio-lungo termine di sviluppo soprattutto per le medie e piccole aziende, politiche fiscali e di welfare penalizzanti per chi vive in montagna, depauperamento dei servizi, etc etc. Fra questi, la questione Tribunale è uno dei tanti problemi, come la questione Sanità o la questione Scuola. Nell’immediato il rilancio deve ripartire, perciò, da due punti: da un lato ridare per quanto di competenza alla Regione e ai Comuni maggior poter d’acquisto alle famiglie attraverso iniziative defiscalizzanti e dall’altro promuovere tutte le iniziative possibili (purtroppo esistono i patti di stabilità che hanno vincoli tremendi) a rilanciare la piccola e media impresa, soprattutto di quelle imprese che trattano le materie prime presenti in Carnia, dal turismo alla grande tradizione artigianale del legno e del tessile. E’ un lavoro che avviene innanzitutto attraverso la valorizzazione delle persone  e delle competenze ma che necessita di supporti informatici di primo livello che devono essere accessibili a tutti. I cittadini hanno una grande arma: la matita in cabina elettorale. Tutti noi sappiamo e sapremo chi sono stati e chi vorrà essere nostro rappresentante a Roma o a Trieste. Ad essi  va chiesto innanzitutto di battersi  fino in fondo per il proprio territorio; se non lo fanno li rispediremo a casa. Bisogna che i politici  facciano proprio il concetto anglosassone di “accountability”, cioè del render conto delle proprie azioni.

Si sta chiedendo da tempo al Presidente Tondo di avviare il Piano Energetico Regionale, anche in assenza di indicazioni a livello Nazionale. Ritiene sia importante avvalersi dell’esperienza di quei Paesi che hanno saputo coniugare, attraverso modelli sostenibili di gestione del territorio, la salvaguardia ambientale dello stesso e la produzione di energie pulite rinnovabili?

     La questione energetica è vitale non solo per il FVG ma per tutta la Nazione. Paghiamo scelte poco lungimiranti ed emotive. Bene farebbe  il presidente della Regione ad affrontare, una volta per tutte,  questo problema, nel rispetto di tutti gli attori in gioco: popolazione, ambiente, imprese
      Occorre un patto per lo sviluppo energetico fra tutti questi,  senza ricatti da una parte (minaccia di delocalizzazione) né arroccamenti fine a se stesso dall’altra. 
  La vicenda elettrodotto “ Wurmlach-Somplago” è proprio l’esempio di come non deve essere gestita la questione. Dai Paesi limitrofi si può, anzi si deve trarre ispirazione, modulando quei modelli alla nostra realtà. E’ solamente nel giusto rispetto delle esigenze delle imprese (che danno lavoro) da una parte e della tutela del territorio e della natura dall’altra che può nascere qualcosa di buono per il nostro territorio. Ognuno ci deve mettere del suo, altrimenti il rischio di sfociare nell’avidità da parte degli uni e nella vacua ideologia ambientalista dall’altra è assai elevato e non porta a niente.


      Tolmezzo capoluogo della Carnia e punto di riferimento per tutta la montagna. La sensazione è che si proceda, nei confronti dello sviluppo, per spot, o meglio, per iniziative  non inquadrate in un processo di sviluppo complessivo del tessuto urbano e sociale della Città. Lei come vorrebbe vedere la sua Tolmezzo del 2050?

Vede, l’autocritica maggiore che faccio a questa maggioranza è proprio di andar avanti per provvedimenti che sono frutto di libere ed autoreferenziali iniziative di qualche assessore ma che hanno il respiro corto e che non arriva al domani. Tutte le scelte che andremo a fare dovrebbero invece essere in funzione di ciò che vogliamo che sia Tolmezzo nel futuro. A me piacerebbe consegnare ai nostri figli una città viva, attraente, in cui rischiare iniziative imprenditoriali; una città attenta ai bisogni delle famiglie con le quali iniziare un lavoro  di collaborazione per la crescita culturale ed educativa dei ragazzi che poi diventeranno adulti responsabili. Una città punto di riferimento e contemporaneamente al servizio degli altri comuni della Carnia, con i quali stringere un patto di amicizia e collaborazione senza il quale non vi può essere possibilità di crescita. Sarà un lavoro a lungo termine, senza il quale, tuttavia, perseverando nell’attuale modalità di governo della città, il destino di decadenza è segnato.

In conclusione, la invitiamo a voler esprimere il suo parere in merito alla prossima scadenza elettorale.

Le prossime elezioni politiche si svolgono con una legge elettorale infame, soprattutto per l’impossibilità di noi  cittadini ad esprimere la preferenza che legherebbe responsabilmente l’ “accountability”, cioè l’eletto al territorio. Sono un deluso e disilluso dei partiti politici anche se essi  sono lo strumento che la Costituzione ci offre per governare la Nazione. Dispiace osservare come alcuni temi fondamentali, che vengono persino prima dei pur importantissimi  aspetti  economici,  sono stati esclusi dalla competizione elettorale. E’ per questo che aiuterò Gian Luigi Gigli alla Camera, nonostante tutte le riserve  che ho sull’ Agenda  Monti.
Trovo stucchevole che chi ci ha trascinato in questi anni nella situazione in cui siamo si proponga come colui che ha in mano la ricetta per uscire dalla crisi. Berlusconi è impresentabile e non più credibile, della Lega è meglio che non dica niente, il PD ha una vocazione al suicidio elettorale incredibile ed ha perso la grande occasione di Renzi. Infine di Vendola  ed  Ingroia meglio  che non ne parliamo. Monti è stato forte con i deboli e debole con i forti. Grillo dà voce all’immenso popolo dei delusi  ma senza proposte concrete.
Allora, forse, in questo panorama desolante, credo che laddove sarà possibile si debba votare per la persona più che per il simbolo (ripeto che è per questo che voterò per Gigli), tenendo conto anche di ciò che è stato fatto (poco) o che non è stato fatto (tanto). E magari rischiare con quelle poche forze politiche che stanno parlando in maniera molto concreta, tipo Fare di Oscar Giannino. 
A questo punto mi fermo perché prevedo già la mia epurazione dall’UDC.
Ma l’importante è essere persone libere e forti.






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INTERVISTE - CRISTIANA GALLIZIA


UNA TOLMEZZINA PER ROMA

Anche la Carnia ha i suoi personaggi, alcuni amati altri odiati, ma quasi sempre i loro profili sono poco noti e le loro verità poco discusse e confrontate.
Intendiamo aprire con loro una serie di interviste con l'obiettivo di offrire ai nostri lettori opportunità di confronto su quelli che sono i rilievi che la comunità muove loro.
Oggi iniziamo con la dott.ssa Cristiana Gallizia, già vicesindaco di Tolmezzo ed attuale Assessore Comunale, nonchè candidata al Parlamento Nazionale nella lista "Scelta Civica" di Mario Monti. Unica donna di Tolmezzo a partecipare alla competizione elettorale.

Dott.ssa Gallizia, da Consigliere Comunale ed Assessore nella sua città di Tolmezzo, eletta in una lista di Indipendenti, a candidata al Parlamento Nazionale per la lista Monti. Quali le motivazioni di questa scelta e quali gli obiettivi che si propone.

Da anni ho tenuto cara la mia “indipendenza”, ma quando ho visto ciò che ha avuto coraggio di fare Monti, lavoro non terminato per il breve tempo a disposizione ed improvvide interferenze, ho ritenuto di potermi spendere per una giusta causa, soprattutto guardando negli occhi i miei figli. Ho un lavoro che mi appassiona e che mi permette tranquillità economica e visibilità: potrei starmene tranquilla a guardare cosa succede intorno, ma sento il dovere civico di dedicare ancora energie e tempo alla buona politica. L’evento che ha fatto scattare la molla decisionale è stata la ridiscesa in campo dell’ex premier Berlusconi.

2.      Cosa si aspetta da questa tornata elettorale e cosa pensa che possa toccare al Paese Italia?

Mi aspetto il coraggio del cambiamento, non distruttivo ma produttivo. Mi aspetto che le buone idee non siano prigioniere di preconcetti, ma in quanto tali condivisibili, a prescindere da chi le propone. Mi aspetto di emozionarmi davanti agli schermi il giorno dello spoglio e di commuovermi per il coraggio che gli italiani avranno dimostrato. Mi aspetto che l’Italia sieda alla pari in un’Europa produttiva e solidale.

3.      Quale il suo giudizio sul Governo attualmente in carica e perché i cittadini dovrebbero votare la lista Monti?

Chi ascolta il chiassoso urlare di chi mistifica la realtà, difficilmente può appoggiare la lista “Scelta Civica”. Peraltro ascoltando i programmi delle varie liste e partiti, riscontro che generalmente le tematiche sono interscambiabili e non identificano posizioni nette. Monti è un esponente politico nazionale che non ha alzato i toni ma ha agito, con modi compìti e con coraggio, attuando ciò che doveva e poteva essere fatto prima. Se non ci fosse stato estremo bisogno di lui, Berlusconi non si sarebbe dimesso e Bersani non avrebbe accettato di appoggiarlo in Parlamento.

4.      Un bel programma inizia prima di tutto da ognuno di noi. Cosa vorrebbe portare avanti se fosse eletta?

Riforme, riforme e riforme, impopolari e necessarie riforme, per garantire un futuro dignitoso ed europeista ai nostri figli. Siamo indietro di 20 anni rispetto a paesi come la Germania, e tutte le nostre risorse culturali, turistiche, agricole, enogastronomiche, intellettive, industriali, artigianali non possono portare frutto senza le riforme, che possano alleggerire l’imprenditorialità, dare pari opportunità, favorire il merito e garantire una democrazia snella. Trattandosi poi di elezioni politiche, mi spenderei con tutte le energie per la difesa del tribunale di Tolmezzo, per ciò che significa a garanzia di una giustizia prossima al cittadino, sapendo che la sua probabile ed imminente chiusura provocherebbe una voragine nel tessuto sociale ed economico di un comprensorio già fragile e compromesso.

5.      Non parole ma buoni comportamenti. Si pretende dai politici onestà, chiarezza, trasparenza, coerenza, affidabilità e responsabilità. Ritiene che tutte queste qualità siano presenti all’interno della lista Monti?

Io so chi siamo noi in Regione, e so chi è il capolista alla Camera, che stimo sia come persona che come politico. Ho aderito alla lista perché ho la consapevolezza che le qualità elencate siano presenti nelle persone attualmente impegnate. Si fanno tante congetture e ci sono diversi appetiti per la prossima sfida elettorale regionale: credo che le battaglie vadano combattute una alla volta, ma con convinzione. Alla fine di febbraio si tireranno le somme, e per il futuro ci dovrà essere un coordinamento nazionale per la scelta coerente di strategie e persone. 

6.    I giovani non devono smettere di pensare al domani. Il mondo va avanti. L’Italia è parte del Mondo. Cosa ritiene debba fare la politica affinchè i giovani possano guardare al futuro con maggiori speranze di quante ne abbiano oggi?

Dobbiamo fare scelte coraggiose, ora e qui, per mettere in sicurezza il “sistema paese” con le riforme. Dal dopoguerra ad oggi abbiamo assistito ad un progressivo benessere a cui ci siamo abituati, che noi adulti ed anziani abbiamo goduto: adesso tocca pensare a loro, a costo di rinunciare momentaneamente al superfluo e riprendere uno stile di vita austero. Dobbiamo fare in modo che l’Europa sia in casa nostra, e che i nostri figli trovino qui ciò che ora cercano all’estero.

7.      Nel giudizio su lui stesso, non c’è giudice più clemente dell’italiano. Quali comportamenti per poter far parte a pieno diritto della comunità Europea?

Mi piacerebbe che l’Italiano medio potesse essere, oltre che geniale, fantasioso, generoso, intuitivo, socievole, ottimista, anche un po’ più mitteleuropeo, acquisendo puntualità, rigore, precisione, realismo, sobrietà; se riuscissimo a mettere insieme queste due modalità comportamentali, non ci batterebbe più nessuno…

8.      L’economia è ferma ed il Paese sta vivendo una forte recessione. Cosa fare per uscire dalla crisi?

Ripeto che finchè non si faranno, e presto, le riforme essenziali (lavoro, istituzioni, sistema elettorale, giustizia, fisco…) la crisi sarà difficile da superare; anche si facessero pesanti investimenti economici, verrebbero vanificati dalla pesantezza di uno Stato lento ed involuto in se stesso. Di fondamentale importanza poi è il mantenimento di una dignità nazionale, agli occhi degli altri Stati, che faticosamente abbiamo da poco riacquistato, anche se a caro prezzo.

9.    Monti ha dichiarato che i politici di oggi hanno uno sguardo a corto raggio. Pensano solo all’oggi e non si pongono programmi ed obiettivi di più largo respiro. Quale società civile potremmo attenderci se sarà Monti a governare il Paese?

Mi attendo un paese dove chi fa politica deve pensare al servizio che si conclude nell’arco di un mandato elettorale; se si guarda al cittadino come potenziale elettore ed attore di un consenso che può favorire la rielezione, non c’è libertà d’azione. Appena ho iniziato a fare politica ho pensato che tutti a turno avrebbero dovuto fare un quinquennio in amministrazione comunale, per capirne i meccanismi e prestare un servizio alla collettività; sotto quest’ultimo aspetto reputo che le donne abbiano una potenzialità in più, che però è difficile far emergere. 

10.  Vista la legge elettorale e le forze politiche in campo quasi sicuramente ci sarà necessità di alleanze per governare l’Italia. Lei cosa ne pensa e con chi, eventualmente, vorrebbe governare?

La domanda è personale, quindi rispondo secondo la mia sensibilità politica e non a nome della lista, anche se le posizioni potrebbero coincidere. La formazione di un area di riformatori audaci e convinti, che solo da altri è definita “centro moderato”, serve ad infrangere un bipolarismo che in quasi vent’anni non è riuscito a fare le riforme; allearsi prima significa, in questo momento, non essere protagonisti convinti. Noi donne e uomini della società civile ci vogliamo misurare per quello che rappresentiamo, ognuno nella propria comunità, non per fare il “mestiere” di politico, ma per passione per la res publica, rispetto per la nostra Patria, propensione all’accoglienza, sguardo rivolto all’Europa e amore per i nostri figli, quelli che abbiamo generato, col rimpianto per tutti quelli che non abbiamo avuto il coraggio e l’audacia di mettere al mondo.
Fatte queste premesse, posso anche affermare che non trovo assonanze con la lega Nord tali da poter ipotizzare un cammino in comune, e che non ho affinità con la politica posta più a sinistra del PD.    

Siamo arrivati alla conclusione di questa intervista. Rimane un breve spazio  in cui lei può rivolgersi ai suoi concittadini ed alla gente della Carnia e dell'Alto Friuli per invitarli a sostenerla in questo importante confronto elettorale.

In poche righe finali: non chiedo il voto per me, ma per la lista “Scelta Civica con Monti”, offrendo tutto il mio impegno, avendovi aderito di slancio. Ho imparato la coerenza dai miei tre figli, i giudici più implacabili di genitori che non siano guide affidabili e coraggiose. Amo la Patria e la Carnia. Amo e difendo la vita, fin dal suo concepimento. Ringrazio papà e mamma perché maestri amorevoli, umili ed onesti. Piango e mi commuovo, non me ne vergogno. Ringrazio Dio di esserci ed essere amata, da tanta gente, e di avere un cuore che sia disposto ad accogliere, aiutare e consolare. Ho stima di un serio e compìto professore che può farci tornare grandi.












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